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Inquinamento atmosferico e malattie allergiche

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Inquinamento atmosferico e malattie allergiche

 

L’aria che respiriamo ha un impatto sulla crescente incidenza di forme allergiche? Molto probabilmente si: basti pensare che  la febbre da fieno era rara e quasi sconosciuta in Giappone prima della guerra mondiale. Tuttavia, l’allergia al polline è ormai comune e colpisce soprattutto coloro che vivono nelle grandi città  e vicino a strade ad alta viabilità. Inoltre, le malattie allergiche, sono più comuni nei paesi altamente sviluppati ovvero Nord America ed Europa, e meno comuni nei paesi del Terzo Mondo. Questo suggerisce che elementi legati alla vita moderna e all’urbanizzazione promuovino l’allergia. Cerchiamo di esaminare l'impatto dell'inquinamento atmosferico sulla nostra salute.

 

Il maggiore inquinante casalingo a cui ci esponiamo quotidianamente è il fumo di tabacco, ad oggi fortemente associato con una forte sensibilizzazione allergica, asma e altre malattie respiratorie. L'esposizione al fumo si traduce in una maggiore capacità del corpo a produrre IgE (gli anticorpi responsabili delle allergie), che attribuiscono agli allergeni (pollini ad esempio, acari e peli) una risposta immunitaria.

La risposta IgE è un trigger chiave di reazioni allergiche: ad esempio il fumo dei genitori aumenta il rischio di avere figli con diverse malattie respiratorie, tra cui bronchite, tosse cronica e asma. Fumare durante la gravidanza e l'allattamento causa un rischio più elevato ai bambini nello sviluppo di eczema allergico (dermatite atopica). Il tasso di asma in un bambino la cui madre è fumatrice  è doppio. È necessario sensibilizzare e promuovere queste conoscenze dal momento che in Nord America il 25% delle madri fumano durante la gravidanza e il 40% hanno un fumatore in casa.

 

I tassi di aumento delle allergie e dell'asma in città e in ambienti inquinati ha richiamato l'attenzione di molti medici e scienziati che puntano la loro attenzione sulle conseguenze dell’inquinamento ambientale sulla salute umana. Inquinanti atmosferici come l'ozono ( il biossido di zolfo) agiscono probabilmente più come sostanze irritanti che come promotori di sensibilizzazione del sistema immunitario. Questi inquinanti hanno dimostrato di essere pericolosi sia per adulti che bambini sofferenti d’asma. Recenti studi suggeriscono che i bambini nati prematuramente sono più sensibili agli effetti respiratori dell'inquinamento ambientale: l’associazione con particelle di scarico di motori diesel e l'aumento in tutto il mondo delle allergie respiratorie è ormai verificato.

 

Come possiamo difenderci? Il fumo di tabacco è di gran lunga il peggiore degli inquinanti atmosferici che volontariamente purtroppo respiriamo e promuove chiaramente sia allergia che asma; è quindi altamente consigliabile evitarlo al fine di salvaguardare lo stato di salute del nostro organismo. Molti inquinanti atmosferici esterni agiscono più come irritanti che possono aggravare l'asma e le reazioni allergiche e preesistenti allergie, piuttosto che agire come veri promotori di allergia. è di vivamente consigliato evitare l’esposizione a fonti inquinanti atmosferiche come plessi industriali e vie altamente trafficate.

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