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Rinite allergica

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Rinite allergica

 


La rinite allergica è un affetto medico benigno secondario ad un ipersensibilizzazione ad una sostanza estranea denominata allergene. La sua espressione clinica è essenzialmente rinite e congiuntivite.


Rinite allergico stagionale


La rinite allergica stagionale si denomina anche " rino-congiuntivite allergico ai pollini", o più comunemente " raffreddore da fieno."


Le sue principali manifestazioni sono starnuti, ostruzione nasale, pruriti nasali ed oculari. Questi sintomi sopraggiungono seguito ad un'esposizione ai pollini che fanno da allergeni. Le specie maggiormente responsabili di questo tipo di allergia sono : betulla, nocciolo, quercia nella primavera, graminacee in inizio di estate, ambrosia in fine di estate. Il tempo meteorologico influisce anche, più elevato è il disagio per tempo caldo e secco.


La rinite allergica stagionale esordisce generalmente nell'infanzia. Sono rare comparse dopo i 65 anni. L'asma è spesso associato, circa nel 20% dei casi.


Gli esami complementari sono raramente necessari per fare una diagnosi. Il test cutaneo è utile solamente se una è considerata desensibilizzazione.


I trattamenti sono soprattutto sintomatici: esclusione (se possibile) dell'allergene, cromoglicato di sodio in soluzione nasale, collirio in caso di sintomi oculari, medicinali locali a base di cortisone, antistaminici per vie orali o nasali. Le prove in favore all'efficacia dell'omeopatia sono pochissime.


La desensibilizzazione consiste nell'amministrare un allergene in modo continuo su in mesi o anni, in modo crescente. Amministrata in via sottocutanea, la desensibilizzazione ha provato la sua efficacia, ma al prezzo di effetti indesiderabili (reazioni locali ai punti di iniezioni) orticaria, talvolta grave (broncospasmi, asma, reazione anafilattiche).


Il polline di fleolo dei prati o coda di topo (phleum pratense) è un nuovo trattamento utilizzabile per via orale.

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