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La termine omeopatia fu coniata da Samuel Hahnemann, 1755 -1843, medico tedesco che basò le basi di una nuova filosofia della medicina basata sul principio "similia similibus curentur" o di analogia. Secondo Hahnemann, le malattie sono guarite con rimedi che producono gli stessi sintomi, ma amministrati in dose infinitesimale.
I principi dell'omeopatia propugnati per Hahnemann furono pubblicati nel suo Organon dell'Arte di "curare" (1810, ed in "Le malattie croniche, la sua peculiare natura e la sua cura omeopatica."
Benché la maggioranza dei clinici respingono categoricamente i principi omeopatici, la cosa certa è che quasi duecento anni dopo il suo progetto, esiste una medicina omeopatica e, la maggior parte delle Amministrazioni Sanitarie dei paesi occidentali accettano tali rimedi, esistendo un registro omeopatico ed essendo soggette le medicine omeopatiche ad una regolamentazione quasi tanto stretta come le medicine tradizionali.
Sebbene l'omeopatia fué creato per Samuel Hahnemann, il suo ampio diffusione fué opera di suo figlio Frederick. Nato a Dresda in 1786, con una brutta salute congenita peggiorata per un incidente di traffico che gli causò lesioni nella schiena, Frederick ottenne la laurea in medicina in 1810 e cominciò a praticare la medicina omeopatica essendo un ardente difensore della stesso. Le sue teorie e successi l'accumularono l'inimicizia di medici e farmacisti vedendosi obbligato ad emigrare a primo in Inghilterra e Scozia e dopo, in 1827, agli Stati Uniti, dove rimase fino alla sua morte. Il suo carattere ribelle e le sue cure, in molti casi qualificate di miracolose, l'accumularono una reputazione internazionale.
La dottrina di Hahnemann fué costantemente riveduto durante la sua vita rimanendo esposta nelle sei versioni dell'Organon, l'ultima delle quali fué finito in Paride in 1843 pochi mesi prima della sua morte. La sua vedova, Melanie Hahnemann col quale aveva contratto seconda nozze, non potè, per ragioni economiche ed emozionali pubblicare l'ultima versione dell'Organon che dovette aspettare più di 70 anni, fino a 1920, per vedere la luce.
Il pensiero filosofico, la dottrina omeopatica e le ricette di Hahnemann rimangono esposte durante i più di 250 aforismi coi che conta l'opera. Benché alcuni degli stessi sembrino contraddittori con gli esposti in versioni anteriori, i seguaci dell'omeopatia vedono in essi un'evoluzione del conomiento omeopatico ottenuto durante tutta una vita di costanti sperimentazioni.
L'omeopatia si può definire come una forma di terapia regolatrice per mezzo di rimedi che stimolano e controllano la tendenza dell'organismo a curarsi per sé stesso.
Sta pués, basata nel rimedio, il quale si ottiene a partire dai seguenti principi:
* Legge della similitudine ("similia similibus curentur")
* Sperimentazione in persone sane
* Applicazione ad animali
* Applicazione a malato, ex usu in morbis)
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