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Origine e sintomi
consta in una evacuazione ripetuta di feci liquide o semiliquide (da 3-4 a oltre 20 scariche al giorno). Le ragioni possono essere numerose, una infezione batterica o virale; una acceleramento delle contrazioni dell'intestino (peristalsi intestinale) causata da un colpo di freddo o da ingestione di essenze chimiche tossiche (solfati, magnesio fosfato) e ancora da farmaci (lassativi, antibiotici, diuretici, antireumatici, preparati a base di ferro), dall'assunzione di vivande contaminate; da una sproporzionata assunzione di alcol.
Possono apparire presenti distinti sintomi come crampi intestinali, bruciore anale al passaggio delle feci, percezione di malessere generale. Nei casi più gravi possono essere presenti febbre, indice di infezione, e disidratazione imposta da perdita eccessiva di liquidi con le feci. Terapia
Primo obiettivo è combattere la disidratazione, particolarmente nei bambini e negli anziani, con copiose bevande zuccherate e ricche di vitamine (succhi di arancia, pompelmo, limone).
Se il paziente accusa crampi e dolori addominali, sono segnalati farmaci antispastici che si danno da fare diminuendo la tensione della muscolatura intestinale.
In caso di sospetta infezione batterica, il medico consiglierà antibiotici che agiscono uccidendo i batteri patogeni (amoxicilline, cotrimossazolo o entromicina), per una settimana. Quando andare dal medico
Se la diarrea dura più di quattro-cinque giorni; c'è febbre; se la diarrea compare in zone tropicali; se vi sono indizi di disidratazione come bocca secca, occhi incavati, stato di irrigidimento.
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