Parliamo molto di proteggere, preservare e curare l'immagine istituzionale o immagine corporativa. Che cosa è l'immagine corporativa? Perché è tanto importante curare la reputazione corporativa? Semplicemente perché è l'attivo più prezioso di una compagnia. Gli edifici, squadre, prodotti in cantina, perfino le marche, hanno un valore infimo comparato con quello dell'immagine corporativa che si è inventato durante gli anni ed il cui valore monetario è incalcolabile.
In un mondo tanto competitivo l'attuale, risulta come sommamente importante che le imprese si preoccupino della percezione che i differenti pubblici hanno sulle sue organizzazioni. I pubblici si sentono costituiti per tutti quegli individui o istituzioni che hanno qualche contatto con l'organizzazione in qualunque momento specifico del suo sviluppo. Bene siano i pubblici interni, impiegati, dirigenti o azionisti, i pubblici esterni, il consumatore reale o potenziale, i competitori e le altre organizzazioni che operano nell'ambiente, oppure siano i pubblici misti, fornitori e distributori, o franquiciatarios nel suo caso, è importante che tutti possiedano un'immagine adeguata della nostra organizzazione.
Molto bene, ma che cosa è allora l'immagine?
Un'immagine è l'insieme di significati per il quale arriviamo a conoscere un oggetto, impresa, ed attraverso la quale le persone la descrivono, ricordano e riferiscono. È il risultato dell'interazione di credenze, idee, sentimenti ed impressioni che ecceda quell'impresa ha una persona, o un insieme di persone. (Dowling,1986).
Orbene, per generare immagine non basta sviluppare un logotipo bello, utilizzare colori elettrizzanti ed inondare i mezzi di comunicazione di slogans e jingles appiccicosi. La migliore immagine è cioè quella che comunica integramente coi valori e le credenze della nostra organizzazione, è quella che riflette fedelmente le caratteristiche della nostra filosofia e cultura organizzativi. È, inoltre, quella che si attacca fedelmente alle caratteristiche della nostra missione come impresa e riesce a pareggiare quello che facciamo con quello che diciamo. In altre parole, l'immagine deve derivare direttamente dalla nostra identità.
Un'impresa con buona immagine è quella dove i migliori professionisti vogliono lavorare con chi i fornitori vogliono avere trattamenti commerciali, dove i clienti vogliono comprare i suoi prodotti perché queste istituzioni godono di buona "fama", i suoi valori sono riconoscenti ed i suoi impiegati stessi li riflettono.
Non è sufficiente una buona campagna pubblicitaria di immagine che dica chi siamo e che cosa facciamo. I nostri pubblici vogliono "vedere" invece di sentire i nostri valori corporativi. L'immagine istituzionale deve essere proiettata, progettata della stessa forma e con lo stesso interesse ed importanza con che si pianificano le vendite, gli obiettivi di marketing e la crescita economica.
Sono stato testimone di casi dove le imprese hanno dovuto chiudere o vendere le sue azioni a sotto prezzo dovuto al deterioramento della sua reputazione. Queste imprese contavano su eccellenti prodotti, molto buoni impiegati e fino ad un permanente modello pubblicitaria commerciale nei mezzi di comunicazione. Ma gli sottrassero importanza all'immagine che, come corporazione, come istituzione, proiettavano a livello dell'opinione pubblica.
In somma: Un'impresa deve pianificare e proiettare il suo attivo più prezioso: La sua immagine corporativa.
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